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"Da bambino scarabocchiavo muri e quaderni, e per tutta la vita ho continuato a fare lo stesso su tele e cartoni", questa breve nota manoscritta è uno dei tanti appunti presenti nella documentazione dell'Archivio privato di Vincenzo Irolli, conservato a Napoli, dal 2017 gentilmente messo a disposizione di Enzo Savoia, direttore di Galleria Bottegantica, Milano, e Monica Castellarin, storico dell'arte, da parte degli eredi del pittore napoletano.
Dall'indagine svolta sulla raccolta, che includeva anche numerose fotografie di opere finora sconosciute, sono emersi aspetti inediti della vita familiare e professionale dell'artista partenopeo che hanno contribuito a comprendere appieno l'incanto, caldo e luminoso, della sua pittura.
L’Archivio Vincenzo Irolli è un’Associazione culturale, senza scopo di lucro, che oltre alle figure professionali di Enzo Savoia e Monica Castellarin, si avvale della collaborazione di Arianna Splendore, restauratrice a Milano.
Pertanto l’analisi delle opere sottoposte alla valutazione dell’Archivio Vincenzo Irolli è discussa da competenze diverse che ne verificheranno gli aspetti formali e documentari, ma anche quelli strettamente legati alla tecnica eseguita e ai supporti scelti.